Stagni e paludi delle Prealpi Varesine🐸

30 aprile 2021 ore 18.30, siamo giunti all’ultima puntata di “Flora, fauna e altre vite” di Marco Tessaro. Questa sera concludiamo il nostro viaggio esplorando le zone umide e ricordando il loro straordinario ruolo di sostegno alla biodiversità.
👉 Link per le visioni: Facebook Lipu Varese & Instagram

Il modo migliore per capire il valore delle aree umide è quello di sedersi sulla sponda di uno stagno, in primavera. La ricchezza di canti e suoni non lascia indifferenti. Non c’è nemmeno bisogno di scomodare la bioacustica, che studia gli ambienti naturali a partire dal profilo sonoro creato dalla fauna che li abita. Basta fidarsi del proprio livello di percezione più profondo.

Lo stagno della Motta d’Oro, nel Parco del Campo dei Fiori, si presta benissimo a questa esperienza immersiva. Uccelli, insetti e anfibi mettono in scena un raffinato concerto armonico. Molte specie sono in grado di emettere differenti tipologie di suono con significati diversi, quali canto, richiamo o allarme.

A fine inverno, nelle notti umide o piovose, gli anfibi iniziano la migrazione riproduttiva spostandosi dai boschi verso gli stagni. La comparsa di ovature filamentose o globulari, annuncia la stagione dei girini.

Le paludi e gli stagni hanno un valore ecologico straordinario. Svolgono anche un ruolo molto importante nelle depurazione naturale delle acque. Le bonifiche, la frammentazione del territorio, la caccia e la diffusione delle specie alloctone ne stanno minando l’esistenza e la funzionalità.