Si è concluso l’ampio intervento di recupero di alcune selve castanili collocate nel Parco Regionale del Campo dei fiori.
Il lavoro di recupero dei castagneti tradizionali, in capo al Parco regionale Campo dei Fiori, si è svolto nei Comuni di Brinzio e Castello Cabiaglio andando ad interessare nel suo complesso circa sette ettari di territorio suddivisi in tre aree. La più visibile e di cui vi proponiamo delle immagini, è certamente quella di Ca di Asen, posta ai margini della provinciale poco dopo l’abitato di Castello Cabiaglio.
Le tre aree vanno a consolidare e potenziare la connettività ecologica migliorando gli habitat faunistici e vegetazionali evitando l’eccessiva frammentazione della rete e la conseguente perdita di biodiversità . Queste, così come le altre selve castanili rappresentano importanti elementi di diversità ambientale all’interno delle uniformi estensioni boscate che caratterizzano l’area prealpina. Allo stesso tempo naturalmente rappresentano il recupero di un patrimonio storico culturale con un’elevata valenza legata al turismo slow e sostenibile.
Il progetto, oltre alla pulizia e alla riapertura delle selve, ha previsto la potatura degli esemplari di castagno per ridare loro vigoria, mantenendone però cavità e spazi dedicati alla fauna (avifauna e pipistrelli in particolare). Sono state posizionate circa 180 nuove piantine di castagno nate da semi del territorio e che verranno nei prossimi anni innestate con le varietà locali tradizionali nel Parco. Per la ricostruzione del prato sotto i castagni è stato utilizzato il fiorume precedentemente raccolto nei prati di Brinzio grazie al progetto Fiorume 2.0, a garanzia della conservazione e valorizzazione della biodiversità locale. Infine sono state posate tre bacheche, naturalmente in legno di castagno, su cui saranno a breve posizionati dei pannelli informativi sulle selve castanili. Nei prossimi anni i tre interventi saranno mantenuti e valorizzati grazie alla collaborazione del Consorzio Castanicoltori e dei proprietari, assisteremo quindi alla crescita del prato e delle piantine, al miglioramento della qualità della produzione di castagne e alla diminuzione dell’abbandono dei nostri territori.