CORRIDOI INSUBRICI

Scopri alcuni dei luoghi più preziosi delle Prealpi lombarde.
Il Progetto Corridoi Insubrici si impegna per tutelarli e interviene per migliorare la loro continuità ecologica e fruizione.

Corgeno - photo © Roberto Federico

Corgeno - photo © Roberto Federico

In cima al monte Lema, Dumenza - photo © Roberto Federico

In cima al monte Lema, Dumenza - photo © Roberto Federico

Lungolago Biadronno - photo © Francesca Manfredi

Lungolago Biadronno - photo © Francesca Manfredi

Monte Chiusarella - photo © Paolo Granata

Monte Chiusarella - photo © Paolo Granata

Monte Chiusarella e Monte Generoso - photo © Luca Leone

Monte Chiusarella e Monte Generoso - photo © Luca Leone

Monte Lema, Dumenza - photo © Roberto Federico

Monte Lema, Dumenza - photo © Roberto Federico

Piccola piscina naturale, ponte del diavolo, Morosolo - photo © Luca Leone

Piccola piscina naturale, ponte del diavolo, Morosolo - photo © Luca Leone

Torbiera di Inarzo, riserva naturale Palude Brabbia - photo © Luca Leone

Torbiera di Inarzo, riserva naturale Palude Brabbia - photo © Luca Leone

Vista dal Grand Hotel Campo dei Fiori - photo © Luca Leone

Vista dal Grand Hotel Campo dei Fiori - photo © Luca Leone

Il progetto Corridoi Insubrici. Il network a tutela del capitale naturale insubrico nasce per dare continuità e completezza agli interventi pianificati e realizzati sul territorio della provincia di Varese tramite precedenti esperienze. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariplo, ha una durata di 40 mesi; è iniziato a gennaio 2018 e terminerà nel mese di aprile 2021.

gli obiettivi

L'importanza dei prati e dei pascoli

L’abbandono delle attività agricole in montagna, come il pascolo e lo sfalcio periodico della vegetazione, ha prodotto un’enorme perdita di biodiversità, soprattutto in ambito prealpino, che interessa non solo gli uccelli ma diversi animali legati strettamente a questi habitat. Il recupero dei pascoli è una richiesta che arriva anche dal mondo agricolo che faticosamente cerca di riappropriarsi delle aree montane e vorrebbe impegnarsi alla successiva gestione tramite l’attività di pascolo con il proprio bestiame.

Tutela e miglioramento dei boschi di fondovalle

In corrispondenza delle aree boscate che interrompono la crescente urbanizzazione lungo il fondovalle della Valcuvia e della Valtravaglia si rileva la maggior diversità e ricchezza di uccelli in ambito forestale soprattutto durante i periodi di migrazione. A Sud del Campo dei Fiori il problema della riduzione delle aree boscate rispetto all’espansione delle aree agricole e, soprattutto, all’impermeabilizzazione del suolo imputato alla crescente urbanizzazione diventa ancora più evidente.

Recupero di coltivazioni di castagno abbandonate

I versanti montuosi prealpini, soprattutto nelle immediate vicinanze degli abitati, sono stati interessati per secoli dalla coltivazione del castagno, un tempo considerato “albero del pane” perché fonte di cibo per la civiltà contadina. La coltivazione avveniva in selve, ovvero prati ove si abbinava la produzione del castagno a quella foraggera e al pascolo.
Dopo il secondo dopoguerra, questa attività tradizionale è stata emarginata dall’agricoltura intensiva e dall’abbandono delle attività rurali in montagna.
Le aree forestali della porzione settentrionale della provincia di Varese sono caratterizzate da una diffusa omogeneità ambientale che ne riduce diversità e ricchezza di uccelli. Le selve castanili, con la loro struttura aperta con alberi da frutto sparsi, costituiscono un elemento di diversità all’interno del bosco.

Conservare le aree umide è un’ottima idea!

La scomparsa di piccole aree umide si evidenzia come una delle principali cause di perdita di biodiversità nella fascia che unisce l’Alta pianura con le Prealpi. La moderata capacità di spostamento degli anfibi, ma anche dei rettili e alcuni insetti, rende necessaria la conservazione di una rete di zone umide connesse tra loro tramite corridoi ecologici che permettano gli spostamenti della fauna.
Conservare le piccole zone umide e le aree boscate e arbustate circostanti assume un ruolo importante anche per gli uccelli, soprattutto nella fascia di Alta pianura in cui le aree forestali mostrano una marcata
discontinuità.

Perché i corridoi ecologici

Per vivere, gli animali selvatici devono potersi muovere, ma l’espansione delle città e delle infrastrutture (strade, ferrovie, canali, ecc.) sta frammentando l’ambiente naturale in tante piccole aree non più connesse tra loro.
La continuità ecologica tra il massiccio del Campo dei Fiori e le aree più meridionali, in primis il Lago di Varese, risulta alquanto critica e legata ad aree naturali estremamente ridotte. Il Fosso Valle del Fieno è una delle piccole vallette che scendono verso il Lago e può rappresentare il corridoio di
passaggio nel territorio.

Conoscere per proteggere le aree naturali

È importante riuscire a migliorare la percezione della natura come fatto positivo, nel pubblico anche non tradizionale, attraverso l’attivazione di programmi educativi informali e non formali, ossia fuori dal contesto scolastico, all’insegna del concetto di “ambiente come scuola di vita”.

le aree coinvolte e gli interventi

Le aree considerate rappresentano ambienti fragili, spesso in cattivo stato di conservazione sul territorio lombardo, che rischiano di scomparire con gravi conseguenze per la biodiversità. Le aree umide che saranno riqualificate contribuiranno al miglioramento dello stato di salute di organismi acquatici o semiacquatici di alto valore conservazionistico quali anfibi, odonati e coleotteri.

Due nuove aree umide nel Campus Universitario di Bizzozero

Il contributo dell’Ateneo alla riqualificazione ambientale di Varese. Le aree umide sono habitat di fondamentale importanza per la conservazione della biodiversità, ma assumono anche un ruolo non trascurabile, soprattutto se collocate in ambiente urbano o peri-urbano, nel contesto della fruizione e quindi della formazione e sensibilizzazione del pubblico verso le tematiche ambientali in senso ampio. Le due aree umide progettate … Read More

Contatti

Ente Parco regionale
Campo dei Fiori

Via Trieste 40, 21030 Brinzio (VA)
tel. 0332 435386
info@parcocampodeifiori.it

Un progetto di:

In collaborazione con:

Sostenuto da: